Intervista a Cosetta Prontu, Presidente della LIDA sez. Olbia – Rifugio Fratelli Minori

Abbiamo intervistato per voi Cosetta Prontu, Presidente della LIDA sez. Olbia e Responsabile del Rifugio Fratelli Minori di Olbia, il più grande rifugio per cani e gatti randagi della Sardegna.

cosettasergio

Cosetta con Sergio Sassi, Vicepresidente della LIDA sez. Olbia, durante la manifestazione “Col cuore si arriva ovunque – 2° edizione”

Buongiorno Cosetta e grazie per essere qui con noi.
Conosciamo il tuo impegno e la tua dedizione per i cani senza famiglia; il vostro Rifugio ospita e soccorre un numero imprecisato di cani e gatti: secondo te l’abbandono degli animali in generale, è un fenomeno in aumento?
L’abbandono è decisamente in aumento perché la gente non sterilizza quando invece bisognerebbe sterilizzare a tappeto. Purtroppo esiste ancora la mentalità che al cane faccia bene fare la prima cucciolata, o peggio perché il bambino vuole vedere la nascita, o perché si vive nella convinzione che tanto poi i cuccioli si sistemano. E non è vero niente di tutto questo.

Perché Cosetta, secondo te, accade? Si dice che si tratti della crisi, della disoccupazione, del lavoro che non si trova, ma è così?
E’ la mancanza di cultura che la gente ha, c’è abbandono perché non c’è rispetto per il prossimo: non si può pensare di abbandonare un figlio, perché gli animali devono essere considerati come figli, perché non puoi più tenerlo. Se veramente c’è l’amore si fa qualsiasi sacrificio.

Tu sai che noi ci occupiamo di furetti, e ci fa star male quando considerano il furetto come un’animale dove non si deve spendere in cure, è giusto che ci siano animali di serie A e di serie B?
Nessun animale è di serie B. Quando Dio ha creato gli animali non ha messo la serie, è l’uomo che li ha etichettati così, ma tutti gli animali sono uguali e meritano lo stesso rispetto.

Animali usa e getta… come fare per tentare di cambiare la mentalità alle persone? Delle leggi di tutela dell’animale in famiglia più precise e soprattutto applicate potrebbero orientare meglio le persone oppure secondo te cosa ci vorrebbe?
Le leggi si possono attuare ma sarebbe necessario cambiare innanzitutto la mentalità delle persone. Purtroppo gli animali continuano ad essere considerati oggetti, anche perché i primi a considerarli tali sono proprio le istituzioni che non hanno per nulla a cuore il destino dei nostri piccoli amici.

Negli Stati Uniti, in certi rifugi per adottare è richiesta la dichiarazione dei redditi, condividi?
Fanno bene eccome! Non solo negli USA, ma anche in Germania funziona così. Noi collaboriamo con alcune associazioni tedesche che propongono a chi vuole adottare un questionario così dettagliato che sarebbe impensabile qui da noi. Chiedono addirittura in caso di morte dell’adottante a chi verrà lasciato l’animale. Sono cose alle quali non si pensa mai ma è giusto invece porsi queste domande. In queste situazioni tragiche purtroppo l’eredità è la prima cosa a cui pensano, agli animali no, e invece dovrebbe essere una questione legata automaticamente all’asse ereditario.

Una ragione per la quale talvolta si rinuncia al piccolo peloso di casa è dovuta alle alte tariffe del veterinario, sei d’accordo o sono delle scuse, e se ci fossero delle alternative più a basso costo la situazione sarebbe diversa?
Si rinuncia ad avere un animale perché siamo menefreghisti. E’ vero che le tariffe sono elevate ma ci sono anche veterinari che ti vengono incontro. E’ una categoria dove possiamo trovare dei bravi veterinari che svolgono il loro lavoro con amore, bisogna dirlo.

Ma tanto è solo un cane ..un gatto ..un furetto ..un criceto .. o altro .. quanto ti fa male?
Mi fa stare male perché tutti gli esseri viventi hanno pari diritti e non bisognerebbe mai dire è solo un animale: è un essere vivente e come tale ha diritto al rispetto della vita.
A volte penso che vorrei che venisse un altro diluvio universale e si invertissero le parti, e gli animali diventassero uomini e gli uomini animali. E gli uomini nuovi, che in passato erano animali, facessero pagare per tutto il male che hanno ricevuto. Forse questo porterebbe ad una nuova generazione di persone che veramente amano e rispettano la vita.

micino

Uno dei tanti gattini soccorsi dal Rifugio. Molto spesso Cosetta li porta a casa con se quando le loro situazioni sono critiche e necessitano di una supervisione continua. Questo micino era con noi in ufficio durante l’intervista.

Ora parliamo del Rifugio Fratelli Minori di Olbia: come è nato?
Il Rifugio è nato perché non c’era ad Olbia nessun luogo dove poter accudire gli animali che noi soccorrevamo; abbiamo quindi chiesto al comune di Olbia di aiutarci e dopo grandi lotte siamo riusciti ad ottenere un terreno di 2 ettari sul quale noi, senza nessun aiuto pubblico, abbiamo costruito il Rifugio. Oggi come oggi se dovessi tornare indietro non so se rifarei questa pazzia, la situazione è critica perché mancano gli aiuti. Purtroppo al giorno d’oggi gli animali vengono amati soltanto da dietro un computer, ma nella realtà, quando veramente c’è da tirarsi su le maniche ci si ritrova sempre soli: la gente, anche se dice di amare gli animali, è troppo menefreghista.
Tanti rifugi stanno chiudendo per questa ragione. Purtroppo non esiste il volontariato, l’unico che esiste è quello che c’è su facebook, però a sporcarsi le mani siamo sempre troppo pochi.

Come hai fatto in tutti questi anni a portare avanti il Rifugio?
Questa è una domanda che tante volte mi pongo anche io. Quando pensi di non farcela più devi guardare gli occhi di quelle creature che ti vengono incontro festosi quando arrivi e pensare a loro, a tutti quelli che hai salvato, a quelli che potrai salvare, e pensi che se anche tu li abbandoni sono cani morti. Questa è una realtà triste ma è la verità.

Come vedi il futuro?
Io molte volte non voglio nemmeno pensare al domani, cosa che invece dovremmo fare perché dobbiamo essere coerenti e non sognare. Non lo so, anche Sergio, il nostro Vice presidente, a volte me lo chiede. Quando mi sono trovata disperata perché il giorno dopo non avremmo avuto cibo per i cani, il cibo è arrivato e penso sempre che lassù ci sia qualcuno che guarda questo Rifugio.

Qual è il rapporto della Sardegna nei confronti del Rifugio?
La cosa che mi fa male è che il nostro Rifugio viene usato un po’ come un lampione, che la gente ricorda di usare solo quando fa comodo. Il Rifugio ha molta pubblicità, e ne deve avere perché altrimenti i cani non mangiano. E la pubblicità porta anche a questo: la gente arriva e scarica “la cassetta”. Se chiedete alla gente di Olbia dove sia il Rifugio non ve lo sapranno dire, ma se trovano un cane o un gatto nella spazzatura la strada la trovano eccome.
Il nostro è il rifugio più grande della Sardegna e quando si parla di randagismo si parla sempre di noi, tant’è che alcune associazioni che non hanno niente a che vedere con noi approfittano della nostra notorietà per dare maggiore visibilità ai loro appelli.
Quando il Rifugio è stato nell’occhio del ciclone per via della nostra collaborazione con un’associazione tedesca per le adozioni dei cani, siamo stati attaccati da ogni parte e quello che ci ha dato la forza di andare avanti è stata la nostra trasparenza. Non abbiamo mai nascosto a nessuno la nostra collaborazione con la Germania o con qualsiasi altro paese, perché i nostri cani non hanno limiti geografici, i limiti geografici li ha chi non ha una testa per pensare. I nostri cani hanno le ali per raggiungere il luogo in cui possono trovare amore.

Parliamo un po’ dei numeri del Rifugio…
700 cani e 144 gatti; l’anno scorso ne sono stati adottati 361, ma il numero degli ospiti non cambia. Infatti, ad esempio, dal 1 gennaio al 31 maggio 2013 sono entrati 230 cani e ne sono usciti 164. E’ sempre una media così: uno va nella sua nuova casa e tre entrano al Rifugio.
Abbiamo 10 dipendenti, che anche se sembrano tanti in realtà sono pochi: il nostro rifugio è aperto dalle 7 alle 23, 365 giorni l’anno. Vorrei sapere, in Italia, quale altro rifugio ha i nostri orari.
La spesa l’anno scorso è stata di 563 mila euro contro 170 mila che ci da il comune. Purtroppo non esiste un’applicazione della legge 281, e quindi la LIDA si deve in qualche modo sostituire alle istituzioni, oppure il cane, o il gatto, muore. Per i gatti non riceviamo nemmeno 1 centesimo dei fondi pubblici.

rifugio

Cosetta mentre dà da mangiare ai cani dell’area di ingresso, che ospita, liberi, i più vecchi e i più malati.

E di cosa avete più bisogno?
Di tutto, dai disinfettanti al cibo, dalle coperte ai medicinali. Come cibo diamo un cibo buono perché l’alimentazione è la cosa più importante: io preferisco che mi si porti una scatoletta buona piuttosto che 10 scadenti. Il nostro è un rifugio autorizzato e siamo soggetti a controlli, inoltre pensare di dare del cibo scadente significherebbe avere montagne di deiezioni, che porterebbero ad un aumento delle malattie. Prevenire è meglio che curare.

Cosa vorresti per il bene degli animali?
Vorrei tanto che la gente nascesse diversa, con il rispetto di tutti quanti gli esseri viventi su questa terra, vorrei che i canili non esistessero e tutti cani fossero nelle loro famiglie. Si potrebbe fare se la gente sterilizzasse e non considerasse la sterilizzazione come una violenza ma come un atto di amore. Purtroppo sono solo utopie perché è molto difficile cambiare la mentalità delle persone se a livello istituzionale non c’è un impulso a voler cambiare. Dietro al randagismo purtroppo c’è business, dove c’è business girano i soldi, e i cani vengono considerati merce. Ci sono dei canili in Italia gestiti a livello di mafia perché gli interessi intorno sono troppi. La mia rabbia è che lasciamo i nostri cani morire ed agonizzare per anni nei nostri canili e andiamo a prendere il cane a migliaia di km. Bisogna far uscire la mafia dai canili, cercare di svuotare i canili italiani e poi preoccuparsi dei problemi, seppur gravi, degli altri paesi.

Grazie Cosetta per il tuo grande lavoro!

By Un Furetto In Famiglia

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5 risposte a “Intervista a Cosetta Prontu, Presidente della LIDA sez. Olbia – Rifugio Fratelli Minori

  1. Usando un’eufemismo ….altro che Cosetta, sei una GRANDISSIMA, noi e i pelosi che giornalmente accudisci te ne siamo riconoscenti.
    Grazie

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