Firma anche tu la petizione per l’abolizione degli allevamenti intensivi di visoni da pelliccia in Italia

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Non ho mai visto un animale selvatico piangersi addosso.

Un usignolo cadrà morto di freddo giù dal ramo senza aver mai provato pena per se stesso.

E dovrebbe essere così anche per loro… Per i visoni da allevamento intensivo per la produzione di quell’orribile prodotto insanguinato che viene comunemente chiamato pelliccia.

In queste foto, carpite con coraggio da un gruppo di persone a cui va tutta la mia stima e il mio rispetto, possiamo vedere, negli occhi di queste povere anime che nascono rinchiuse in gabbia, tutta la dignità, la voglia di vivere, la curiosità che, nonostante il terrore che provano queste creature recluse, non si spegne lo stesso.

La prima cosa che ci fa gelare il sangue nelle vene sono le immagini esterne, file e file di baracche che richiamano immediatamente alla mente le immagini dei campi di sterminio nazisti, e per chi crede che anche gli animali hanno un’anima, una dignità, che anche loro provino paura e dolore, ma soprattutto che abbiano dei sentimenti, è come vedere dei campi di sterminio, perché è questo che sono.

Non si uccidono donne e bambini, ma si uccide la dignità di chi non può parlare, di chi non ha nessuno a fargli da portavoce, si uccide la bellezza, la forza e la magia di queste creature per le quali nessuno fa commemorazioni o comizi, e se non siamo noi per primi a muoverci, a fare in modo che tutto questo finisca, questa nostra società sarà sempre più indifferente alla Vita e alle sofferenze che ci circondano.

Faccio appello al vostro amore per i vostri animali ed al vostro amore per la vita poiché firmiate la petizione, che troverete al seguente link, per abolire anche in Italia l’allevamento di visoni e di tutti gli altri animali cosiddetti da pelliccia, perchè una pratica così crudele e ingiustificata non può essere in alcun modo tollerata.

FIRMA ORA LA PETIZIONE!!

Queste meravigliose bestiole che sono private di tutto, le cui zampe non calpesteranno mai l’erba tenera di primavera ed il cui manto non conoscerà mai il refrigerio di un tuffo in acqua, non fanno altro che camminare convulsamente avanti e indietro nella loro gabbietta, dove spesso giacciono morti i loro simili che sono stati uccisi da altri visoni più forti o che sono morti per ferite autoinflitte. Gli animali che stanno male o che si fanno male non vengono curati, per l’allevatore sarebbe antieconomico, vengono abbandonati a loro stessi fino al sopraggiungere della morte.

Per gli altri in ogni caso la morte arriverà a breve. Non appena per l’allevatore (assassino macellaio sarebbero i termini più corretti) arriva il momento, i visoni vengono presi dalle loro prigioni senza tante cerimonie e vengono sbattuti in una specie di congelatore a pozzetto modificato per l’uso dov’è collegato un tubo da cui passa il gas di scarico di un trattore.

Se vorrete guardare il video, che vi preannuncio vi lascerà con un dolore sordo dentro, potrete sentire le urla strazianti di queste creature quando vengono prelevate dalla gabbietta per essere sbattute nella camera a gas, lo strumento di morte nel quale, per altro, potrete vedere i segni delle unghiate all’interno, testimonianza cruda della sofferenza di questi esseri viventi che anche nei loro ultimi istanti di vita lottano con tutte le loro forze per sfuggire al destino a cui sono stati condannati.

Vedere il loro terrore, quando vengono prelevati dalle gabbie per il viaggio della morte, ci fa capire che loro sanno cosa gli sta per succedere, vedere queste creature che dalle mani dell’allevatore si aggrappano con le unghie alle sbarre delle loro prigioni per non essere prese, sentire il loro pianto quando vengono malamente strattonate per essere buttate nella camera a gas è agghiacciante, ma non tanto quanto sentire la voce dell’allevatore che li incita a stare buoni sbuffa e sembra li derida, questo è l’uomo, la sua bassezza, il suo scarso rispetto per la vita, questo è ancora più agghiacciante, perché se quelli che muoiono sono i fratelli degli animali con i quali noi ci alziamo e andiamo a dormire, degli animali che curiamo come figli, quelli che compiono questo scempio sono i “nostri fratelli” e ci fanno capire cosa, per soldi, siamo capaci a fare.

Io ho sentito il dovere di guardare il video per il rispetto che provo nei confronti delle persone che hanno rischiato per farci conoscere queste atrocità e soprattutto per il rispetto di queste vite rubate.

Vi invito a cercare di farvi forza e guardarlo, o almeno le foto, perché solo quando dentro di voi sentirete quel dolore sordo che proviene dall’empatia con le altre creature viventi riuscirete a capire cosa si sacrifica per un capriccio di moda. Solo con la consapevolezza e la conoscenza di queste tragiche realtà saremo in grado di fare davvero qualcosa perché mai più nessun visone debba diventare una pelliccia.

Vorrei inoltre promuovere l’intera visione del sito, potrete leggere anche gli interessanti Diari di chi ha vissuto in prima persona l’orrore di questi posti, ne riporto qualche stralcio:

Ad esempio io non credo di potermi immaginare la mia vita in quelle condizioni, probabilmente impazzirei.
Forse per molte persone immedesimarsi nello stato d’animo di un animale può ancora risultare insolito, ridicolo o sciocco ma se riflettiamo con un minimo di apertura mentale ciò non è poi così assurdo.
Nonostante le differenze di specie, entrambi condividiamo l’amore per la vita, la percezione della sofferenza fisica e di tantissime altre emozioni come la paura, l’angoscia, lo stress.”

Dal Diario di Simone

Una vita in gabbia

“Sono felice di aver preso parte a questo progetto, ma dentro di me rimarranno indelebili le urla di questi animali mentre venivano uccisi, i loro corpi accatastati, smembrati e gettati come spazzatura, le loro pelli impilate.
Un allevamento di visoni si presenta come un lager ed è ciò che realmente è, un luogo in cui la prevaricazione, la discriminazione e la violenza sfociano in una strage.”

Dal Diario di Zac

Lager

“È difficile descrivere le sensazioni che corrono fra la gola e lo stomaco quando ci si trova all’interno di un allevamento di visoni. L’adrenalina è altissima e serve un tempo relativamente lungo per concentrarsi e tranquillizzarsi. Per la natura stessa di quei meravigliosi animali e per il modo in cui vengono allevati è difficile stabilire con loro un contatto diretto. La loro indole sfuggente, sommata alla follia alla quale la prigionia li ha condotti li porta ad essere terrorizzati e a nascondersi come possono. Dopo un po’ di tempo che ci si trova fra quei capanni, però, la loro curiosità si fa viva e, timidamente, cominciano a mostrare i loro musini agli obiettivi di videocamera e macchina fotografica. Quando si riprende o si fotografa è difficile realizzare profondamente cosa si sta riprendendo: la paura, la voglia di fare in fretta, la consapevolezza che da un momento all’altro si debba fuggire operano un distacco sorprendente. Si realizza ciò che ci è visto solo dopo molte ore, nella solitudine della propria stanza o nel rivedere gli occhi di quei visoni negli occhi degli altri animali che ci circondano.”

Dal Diario di Lorenzo

Animali feriti e morti

“Quando ci avviciniamo agli allevamenti per le nostre investigazioni, quando stiamo per scendere dalla macchina o stiamo camminando nei campi, sale sempre una forte tensione interiore. Ogni volta c’è il timore che accada qualcosa, di essere sorpresi, e lo stomaco ce lo comunica dall’interno. Soprattutto per questa investigazione siamo entrati in posti molto sorvegliati o con allarmi da evitare, in cui in alcuni casi qualcuno prima di noi ha compiuto liberazioni, e il rischio è stato molto maggiore rispetto agli altri allevamenti intensivi che abbiamo filmato fino ad adesso.
Ma una volta dentro, a contatto con le gabbie e gli animali, passa tutto. Ovunque ti trovi. Sembra così strano a dirsi se non l’hai mai provato. In quel momento ci sei solo te, con quegli animali davanti che ti guardano, si incuriosiscono, si nascondono dove possono. Hai in mente lo scopo per cui sei lì e su cui concentrarti e sai che qualcuno ti guarda le spalle.”

Dal Diario di Claudio

Animali feriti e morti

“La sensazione è sempre la stessa, che si tratti di maiali, polli, galline o conigli: il loro sguardo pieno di disperazione ti entra nel cuore.
Mentre impugno la macchina fotografica penso solo a loro, mi concentro sul lavoro che sto facendo, nella profonda speranza che tutti possano incontrare quegli stessi sguardi, di poter dare voce alla loro disperazione inascoltata, di avvicinarci sempre più tangibilmente alla chiusura definitiva di questi campi di sterminio.”

Dal Diario di rene

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“L’immagine che rimarrà indelebile nella mia memoria è quella di un capanno vuoto e di un gelido silenzio. Era fine novembre e da una settimana, tutte le sere, andavamo a controllare se l’allevatore aveva ucciso gli animali. Come ogni notte ci avvicinammo alla rete ma quella volta uno strano silenzio risuonava nell’aria, le voci di quelli che ormai erano i nostri amici non si sentivano. Una volta entrati constatammo che i visoni non c’erano più, nessun occhio luccicante e pieno di vita ci stava osservando. Il loro turno era arrivato, poche ore prima in quel luogo si era consumata una strage e quel silenzio schiacciante ne era la prova.”

Dal Diario di Francesco

Non ci sono parole

“Vorrei che ci fosse un vero artista, una persona capace di usare la sua voce e la sua teatralità per interpretare la mia rabbia, il mio disprezzo per il modo in cui gli animali vengono ridotti in questa società che nemmeno ne vuole sentir parlare. Ci fosse un Fabrizio De Andrè, un Giorgio Gaber per cantare i sentimenti degli animali, donare loro note belle e raccontare la mia indignazione per i miei simili… Ma “animale” nella nostra cultura è ancora un insulto e l’antropocentrismo è una malattia che affligge anche chi tra gli umani si distingue per sensibilità, intelligenza, senso della solidarietà ma che purtroppo pensa che gli animali non abbiano dignità. Chi come noi combatte contro lo specismo viene deriso dai conservatori, dai retrogradi, dai razzisti, dai fascisti ma anche dai progressisti, dalle menti illuminate, dagli antifascisti, dagli antirazzisti. Quel che generalmente viene condannato e ritenuto sbagliato se compiuto ai danni di un essere umano viene abitualmente, distrattamente e impunemente commesso verso gli animali. E’ la crudeltà della spensieratezza.”

Dal Diario di Francesca.

Qui dentro muore la dignità non del visone, ma dell'essere umano.

Qui dentro muore la dignità non del visone, ma dell’essere umano.

Lager di animali

Lager di animali

Animali nati per correre in spazi ampi che vivono in gabbie minuscole in gran numero

Animali nati per correre in spazi ampi che vivono in gabbie minuscole in gran numero

Una vita in gabbia.

Una vita in gabbia.

Animali ammucchiati in spazi risttetti.

Animali ammucchiati in spazi ristretti.

Non è immaginabile il loro desiderio di libertà.

Non è immaginabile il loro desiderio di libertà.

Spero che voi tutti troviate il tempo per compilare la petizione e per visionare questo sito che ci apre gli occhi sulle atrocità che vengono commesse su questi animali che non sono poi tanto diversi dai nostri compagni di vita, ma che purtroppo sono molto, molto, più sfortunati di loro.

Vi lascio con questi occhi, questi occhi che non si possono dimenticare, non si possono ignorare, non possiamo più fingere che questo non esista o non ci riguardi, è ora di dire basta!

Non dimenticate questi occhi.

Non dimenticate questi occhi.

Tutti i diritti di queste foto sono di NEMESI ANIMALE

FONTI ed APPROFONDIMENTI:

by UN FURETTO IN FAMIGLIA

2 risposte a “Firma anche tu la petizione per l’abolizione degli allevamenti intensivi di visoni da pelliccia in Italia

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