UNA VITA CON I FURETTI

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Katiuscia, un’amica di Un Furetto In Famiglia, ha deciso di raccontarci la sua storia, lei vive da 15 anni con i furetti e ci regala un racconto pieno d’emozione che tocca un arco di tempo molto lungo e ci offre uno spaccato di vita simbiotico con questi animali. Un racconto lungo, ma dopotutto siamo in vacanza e una bella storia è quello che ci vuole da leggere rilassandosi un po’. Katiuscia  è riuscita a stabilire con i furetti un rapporto che va ben oltre quello uomo – animale quindi ed ecco la sua storia.

Ricordo come fosse ieri il giorno che ho preso Fury, il mio primo furetto: era il marzo del 1998… un esserino bianco con gli occhietti rossi, che mi guardava da una gabbia, solo, pieno di vita e mordicchioso. Per due mesi ho dovuto tenerlo in gabbia, facendolo uscire per giocare, ma mancava poco ad avere casa mia… e lui usciva, giocava, mordeva mia madre a sangue, ma me no, con me si dosava, già dai primi giorni.

Fury

Fury

Quando finalmente siamo andati a casa nostra, Fury mi ha mostrato chi è veramente un furetto: un angelo, il più speciale dei compagni, capace di darti un amore che a parole non è descrivibile.
Lui era sempre libero, limitato alla camera da letto mentre ero al lavoro e aveva la sua gabbia sempre aperta, dove ormai faceva solo i bisogni e non sgarrava mai…
Giocavamo come pazzi e mi leccava in continuazione le mani e la faccia e io lo portavo sempre con me, dovunque andavo, aveva la sua borsa e stava sempre vicino a me, anche in casa di amici, al ristorante, in giro. Sempre in braccio o in borsa, e quando scendeva, camminava un po’ e poi tornava da me.
La notte aveva l’abitudine di dormire nel risvolto della coperta, e non era mai entrato sotto le lenzuola: una sera che io stavo male e piangevo lui è entrato sotto le lenzuola, mi ha preso un dito con le zampette e ha cominciato a leccare… non posso descrivervi quello che ho provato, da quella notte, veniva sempre sotto le coperte e ci addormentavamo sempre così con lui che mi teneva la mano tra le zampette e mi leccava il dito.
Un’altra volta invece, avevo la febbre e lui si è messo sul cuscino di fronte a me, appallottolato a guardarmi… mi sono addormentata e nel sonno mi son girata dall’altra parte:  ebbene lui era lì, aveva cambiato posto, sembrava quasi vegliare su di me.

Ormai eravamo una cosa sola, bastava guardarsi negli occhi per capirsi.

Un giorno andando a fare un giretto abbiamo incontrato un altro furetto, ancora cucciolo ma grande, più di Fury. Il cucciolone ha fatto una mossa a Fury e lui in un secondo l’ha ribaltato, gli ha messo le zampe sopra e poi mi guardava come dire: “visto mamma come sono forte?”

Con la gatta di mia madre ci giocava, lei all’inizio non voleva, ma poi è entrata in calore e gli faceva le fusa, Fury le andava vicino e le faceva i bacini, erano uno spettacolo da vedere!
Mentre con un micetto troppo “invadente” mi aveva fatto spaventare: il micino continuava a tampinarlo e Fury si spostava, ma ad un certo punto, ho visto solo un gesto fulmineo e il collo del gattino era in bocca a Fury… non gli aveva fatto niente, neanche un graffietto, ma è stato un attimo, l’aveva solo avvisato.

Dopo un anno, decido di prendergli un compagno, per non stare da solo durante il giorno: trovo una cucciolata di furetti norvegesi, dalla quale spicca un furetto che sembra un coccodrillo, tutto bocca, pelo beige e nero, col musetto e la punta delle zampette bianche.
Non so cosa avesse di diverso dai fratellini, ma lui saltava più di tutti, mi guardava con quegli occhietti rubino, è scattato qualcosa e l’ho scelto.

Era un coccodrillo anche di fatto e ha pensato bene di dami subito un morso in affondo, ma io l’ho preso lo stesso, sapevo che era solo per paura, lo sentivo dentro che era speciale.

Toby

Toby

Ed è così che è arrivato Toby nel settembre 1999.
Fury all’inizio si è arrabbiato molto con me, per quasi 2 mesi non mi ha più dato dimostrazioni d’affetto e spesso si girava dall’altra parte quando lo prendevo in braccio.
Però il piccolo l’ha accettato, da subito, anche se le prime due settimane ho dovuto fermarlo spesso perché esagerava, ma poi si è calmato e l’ha considerato parte della famiglia.
In compenso Toby mi attaccava appena possibile, appena mettevo una mano a terra lui era pronto a venire a mordere… e che male!
Ma non ci ha messo molto… dopo un mesetto di coccole, cibo offerto dalle mani, sgridatine quando mordeva, ha capito ed è diventato un furetto bambino, voleva stare sempre in braccio, persino mentre cucinavo o facevo cose in casa, lui ce l’avevo sempre sul braccio, e stava tranquillo e buono, mentre io facevo di tutto con una mano sola.
E poi gli piaceva tantissimo quando mi sedevo sul tappeto a gambe incrociate, lui arrivava subito per mettersi a dormire su di me.
Anche Toby si è presto unito a me e Fury nel lettone e siamo diventati un trio, sempre insieme, felici.

Un giorno Toby, è salito sulla gabbia, che non era alta, e voleva entrarci dall’apertura in alto… ebbene, strusciandosi per entrare, è rimasto incastrato per il pisellino, meno male che è stato per pochi secondi e io ero a casa! Da quel giorno ho tolto la gabbia e ho deciso di non averne mai più.
Fury invece con un unghietta s’era incastrato nella fessura di congiunzione della sponda del letto, anche lì è stato un miracolo che fossi a casa, un po’ male si è fatto, ma l’ho soccorso in tempo, prima di conseguenze tragiche! E ho tolto anche la sponda del letto.

Abbiamo passato un altro anno e mezzo di gioia, tra passeggiate, gite, giochi sulla neve… e poi purtroppo il destino crudele ha voluto che Fury ci lasciasse, all’improvviso; mi sentivo che aveva qualcosa che non andava, ma dopo una visita da un veterinario consigliato da altri veterinari ero tranquilla, e invece dopo un mese da quella visita, Fury, senza preavviso, una sera stava giocando come al solito, poi è andato in camera, credevo a dormire, e invece un paio d’ore dopo vado in camera e lo trovo freddo, duro, ancora in piedi, coda a spazzola e bocca aperta.
Non posso descrivere il dolore, non capivo più niente, gridavo, piangevo, stavo uscendo di testa, ho dovuto anche stare a casa una settimana dal lavoro… stavo impazzendo.
Ho poi scoperto che se avesse fatto gli esami giusti, non dico che si salvava, ma forse qualcosa si sarebbe potuto fare. Inutile dire che avrei ucciso il veterinario…

Ancora sotto shock per quello che era successo, dopo un paio di settimane, parto alla ricerca di un nuovo cucciolo, non volevo lasciare Toby da solo: ho trovato un unico furetto, già grandicello, non molto amichevole, ma simpatico e ho deciso di prenderlo con me.
Così è entrato in casa Lucky. Primavera 2000.
Con Toby ha legato subito, con me invece è sempre rimasto un po’ sulle sue, non gli piacevano tanto le coccole, preferiva giocare come un matto con Toby; quando lo prendevo in braccio mi mordeva, perché voleva scendere, ma quando andavamo fuori, non si allontanava da me e da Toby, faceva il bravo e non apriva mai la bocca.

Lucky

Lucky

Lucky era un ladro patentato, una volta ho sentito un “PUM”, son corsa in cucina e l’ho beccato con una bistecca impanata più grossa di lui, che cercava di andarsi a nascondere dopo esser riuscito a salire sul tavolo e averla rubata dal piatto… invece di sgridarlo son scoppiata a ridere, era così buffo con quella bistecca!
Poi era vendicativo, se riteneva di essere stato sgridato ingiustamente, te la faceva pagare: una volta è stato sgridato da una persona, eravamo in casa e c’erano un 6/7 amici, ebbene lui è salito sul divano (ecopelle) ha guardato in faccia quella persona e… ha fatto la cacca per poi andarsene di corsa!
Non l’aveva mai fatto e non l’ha mai più rifatto, e io ho detto ridendo: te lo sei meritato!!!

Non parliamo poi di quando ha rubato il cioccolato! A corrergli dietro mentre lui passava dietro i divani con la tavoletta in bocca! E meno male che era incartata e dopo un estenuante guerra, son riuscita a portargliela via!

Ed è in questo periodo che ho conosciuto il Dott. Millefanti e il Dott. Granata che sono stati i nostri veterinari per 10 anni e li ringrazio tantissimo per come hanno sempre seguito e curato i miei furetti, persone che amano gli animali, sempre molto disponibili.

TATO2

Tato

Qualche mese dopo, entro nel negozio per comprare cose per loro e mi dicono che sono arrivati 2 furetti dall’Australia, particolari, e chiaramente vado a vederli:
erano piccolissimi, testa bianca, uno con una macchietta nera, corpo chiaro e zampette e coda nera!
Non ero entrata pensando di prendere un furetto, ma me li hanno messi in braccio e uno di loro, appena l’ho rimesso nella teca, ha cominciato letteralmente a piangere e saltava con ste zampine protese verso l’alto che sembrava dire “mamma, mamma, non lasciarmi qui!”
E così a Natale del 2000 Tato entra in famiglia, avrà avuto 2 mesi, al massimo 2 e mezzo, mi si è attaccato tipo colla, non voleva neanche essere messo per terra che cominciava a piangere!
Toby l’ha accettato immediatamente, come lo sentiva piangere andava a controllare, sembrava un papà, mentre Lucky l’ha subito trattato come un fratellino: è durato davvero pochissimo il prenderlo per il coppino e non l’hanno mai segnato, dopo pochi giorni dormivano già tutti assieme e in camera con me. Toby era il capo e Lucky e Tato hanno legato tantissimo!

Inutile dire che me li portavo in giro tutti e 3 insieme, nella stessa borsa, dovunque andavo, con Tato che è sempre più dolce, e che quando mi sdraio mi mette le zampe sulla faccia e comincia a leccarmela tutta, sembra non stancarsi mai, continua anche per mezzora di fila, ma immpara anche ad aprire antine e cassetti, tira fuori i calzini e ci dorme dentro… insomma un trio perfetto!

Nel 2003 entra in famiglia anche Betty, una povera furetta che i suoi proprietari non volevano più, la porto a casa e scopro aveva la dissenteria!

Betty

Betty

Dopo averla curata per bene, le presento gli altri membri della famiglia, ma le cose non vanno per il meglio… lei è una testa calda, morde me se non le lascio fare quello che vuole e se la sgrido si gira indietro, in più morde anche loro, che ci restano malissimo… nonostante siano passati parecchi furetti di amici da casa, non era mai successo che qualcuno mordeva, perché i miei non sono mai stati territoriali, hanno sempre accolto tutti a “zampe aperte”, persino ai furetti sconosciuti era permesso dormire con loro!
Betty sconvolge tutti, e Tato in primis.
Toby si faceva i fatti suoi, ma Tato e Lucky facevano branco e la facevano gridare, partivano e la chiudevano all’angolo e lei urlava, anche in piena notte, ma non la mordevano mai a sangue, invece lei, forse per paura, dava dei bei morsi!
Da quel giorno Tato se vedeva un furetto estraneo, partiva a mordere per primo e si innervosiva.
In qualche modo abbiamo comunque stabilito un equilibrio, a me non mordeva più e con loro ci stava poco, se ne andava nella sua cuccia e stava per conto suo, anche se fino alla fine dei suoi giorni, non è corso buon sangue fra loro.

Nel 2003 ho conosciuto anche il mio compagno di vita Andrea, che non aveva mai visto un furetto e ora li ama alla follia e guai che glieli tocca.

Dopo qualche anno, nel 2006, Toby si ammala di insufficienza renale e cardiaca e nell’ultima fase della malattia, perde anche l’uso delle zampe posteriori.
L’ultimo mese l’ho fatto correndo a casa in pausa pranzo per alimentarlo e fargli fare i bisogni, con  lui che mi aspettava, mi porgeva le zampette e si faceva mettere sulla carta assorbente per fare il bisognino, poi lo pulivo e me lo tenevo in braccio, finchè si addormentava e allora lo rimettevo nella sua cuccia. Lui poverino non voleva sporcarsi e aspettava me, voleva stare in braccio ed era davvero dura lasciarlo in cuccia mentre facevo le cose di casa, lui appena passavo allungava le zampette e tutte le volte che non ho potuto prenderlo, le ho ancora sullo stomaco, tanto fanno male.

Un pomeriggio in cui son dovuta uscire per due ore e lui non aveva dato segni strani, mi viene un brutto presentimento, ma c’era la nebbia, si procedeva a rilento e quando son rientrata ho visto che muoveva le zampette anteriori in modo strano, come se nuotasse piano: era entrato in coma e dopo poche ore ci ha lasciato… non dimenticherò mai quel giorno, ascoltavo il cuoricino che batteva sempre meno velocemente, mentre lo cullavo e lo accarezzavo…
E il senso di colpa per non essere stata presente nel momento del passaggio dalla coscienza al coma, mi accompagnerà per tutta la vita.
E così, senza ulteriori problemi, passano gli anni, e nonostante le scaramucce tra Lucky e Tato contro Betty, tutto procede bene.

Affrontiamo anche un trasloco, la casa è più grande e hanno più spazio per correre.
Lucky stà sempre appiccicato a Tato, mentre con noi fa sempre lo schivo, Betty preferisce Andrea a me, Tato invece è un’esplosione di coccole e leccatine, ma anche il più furbo di tutti!
Per salire in braccio o sul letto, lui aspettava che gli mettevi la mano e ci si metteva letteralmente sopra con il torace, lasciando le zampette anteriori a penzoloni e aspettava che lo tiravi su tipo ascensore!!!
Quando lo portavo fuori, in macchina lo mettevo nella sua borsa porta furetto, appesa nel sedile a fianco del guidatore, ogni tanto si affacciava, ma non usciva dalla borsa, se ne stava buono buono per tutto il viaggio.
E la sera era sempre un’incredibile fonte di coccole per noi, leccava sempre, soprattutto al momento del rientro dal lavoro.
Adorava dormire in braccio o comunque nel letto acciambellato vicino a noi.

Purtroppo a fine novembre del 2007 Lucky si ammala gravemente all’intestino, non assimilava più niente, non rispondeva alle cure, e dopo un mese e mezzo circa a gennaio del 2008 ci lascia anche lui, dopo 24 ore di veglia: era entrato in coma, aveva la bocca serrata, ogni tanto gli bagnavo un po’ la bocca con la siringa, ma ormai non c’era più.

Col senno di poi forse sarebbe stato meglio farlo addormentare, anche se è la cosa più difficile che esista.

Il mese dopo andiamo a fare un controllo a Tato e scopriamo che si son sviluppati dei tumori.
Cominciamo la cura, puntura una volta al mese, però ha già 8 anni, dobbiamo solo sperare che si riesca a tenerli sotto controllo e fino ai primi di settembre sembra andare bene, a parte le zone senza pelo la qualità della sua vita era abbastanza buona.
Ad inizio settembre facciamo la solita puntura e l’eco di controllo… e stavolta il veterinario mi dice che devo prepararmi: ora è pieno di tumori, potrebbe peggiorare e andarsene da un momento all’altro, al massimo gli restava un mese di vita, e mentre io piangevo a dirotto Tato mi leccava il viso, mi asciugava le lacrime, non potrò mai dimenticarlo, io lo stringevo forte a me e lui mi consolava, sembrava dirmi “mamma, stai tranquilla, io sono stato benissimo con te, sono stato felice, me ne andrò sereno”.
Torniamo a casa, nei giorni successivi gli lasciamo mangiare tutto quello che gli piace, lui però era stanco, si vedeva, faceva un po’ di passi e poi si sdraiava, e poi ha cominciato a rifiutare il cibo, l’alimentavamo con la siringa. Durante la notte del 19 settembre mi alzo per andare a vedere come stà, non era vicino a noi e l’ho trovato per terra, aveva la nausea, la bocca chiusa e aveva vomitato liquidi, aveva il corpicino freddo, ma era vivo.
L’abbiamo preso di corsa, messo sul cuscino e poi coperto e scaldato con le mani e piano piano si è ripreso, Il veterinario c’era nel pomeriggio e siamo chiaramente corsi subito, ma poco prima di partire per andare ha avuto anche una crisi respiratoria: è terribile e davvero straziante vedere una crisi respiratoria.
Arriviamo lì e Tato era ormai entrato in coma, il veterinario ci ha spiegato che queste crisi sono molto brutte e causano sofferenze atroci al furetto, ci ha consigliato di farlo addormentare, ma non me la sentivo, quindi mi disse che secondo lui comunque, ora che era in coma, potevo anche portarlo a casa e stargli vicino fino alla fine.
Io e Andrea l’abbiamo vegliato tutta la notte… e miracolosamente il sabato mattina si è risvegliato, voleva salutarci, stare ancora un po’ con noi, ne sono sicura!

Ho dovuto andare al lavoro, e lui è rimasto con Andrea che se l’è tenuto vicino tutto il giorno.
La sera torno a casa e lui mi ha accolto come al solito, con tanti tanti bacini, ma la mattina dopo a un certo punto è andato nel letto vicino ad Andrea, si è messo appoggiato alla sua gamba e l’ha guardato, Andrea gli ha messo la mano sulla testa, poi Tato ha sospirato ed è iniziata un’altra crisi respiratoria, l’ultima… Abbiamo chiamato il veterinario di turno, ormai era giunto il momento, non poteva stare così, soffriva troppo, crisi respiratoria e poi coma no, non poteva.
E’ stata una cosa talmente dolorosa che non posso che descriverla velocemente: è arrivata la veterinaria, ha fatto l’anestesia, l’abbiamo accarezzato e baciato per l’ultima volta e poi l’abbiamo lasciato andare sul ponte dell’Arcobaleno, dove non avrebbe mai più sofferto.

Era il 21 settembre del 2008 non so quanto ho pianto: eravamo distrutti, non volevamo più furetti, stavamo malissimo, giorni e giorni a piangere, anche sul lavoro, facevo la commessa e non riuscivo a stare in negozio, facevo i lavori di magazzino, così che nessuno mi vedesse piangere.

Ormai era rimasta solo Betty, ma anche lei poverina aveva i suoi acciacchi e poco dopo la morte di Tato ha cominciato ad avere problemi neurologici. Dopo un mese e qualche giorno decidiamo di voler prendere un altro furetto, stiamo malissimo per Tato, ma la casa è davvero vuota, spenta, cominciamo a cercare, ho chiamato qualche allevatore, ma non è periodo e io non posso prenotare e aspettare un furetto qualsiasi.

Telefono ai negozi, non ne hanno, uno mi dice che sono in arrivo dall’estero furetti interi per la settimana successiva, in extremis trovo su internet un altro negozio… provo a chiamare e stavolta mi dice che ne ha 5. Partiamo per andare a quel negozio, che era a un paio d’ore da casa, arriviamo e troviamo 4 furetti bianchi e 1 furetto un pochino più grosso degli altri, bianco con dorso e coda grigia, tutti americani.

Prendo lui per primo in braccio, e lui mi guarda negli occhi e se ne stà buono, tranquillo a farsi coccolare, sento un tuffo al cuore… poi mi danno in braccio gli altri, agitatissimi, non mordono ma non vogliono stare in braccio e nessuno mi ha guardata negli occhi come ha fatto lui.

Ormai è deciso, il 5 novembre del 2008 è arrivato Furby!

Furby

Furby

Non avevo trasportino dietro e mi danno una scatola, mordicchia un pochino dicono, ma la scatola è durata poco, appena arrivata in macchina me lo prendo in braccio, si agita un pochino, mi dà qualche morsetto ma niente di che, si vede già che è un angelo di furetto.
Come siamo arrivati a casa, l’ho lasciato subito libero e ha giocato come un matto per 4 ore di fila, sembrava che fosse casa sua da una vita!
Infatti l’abbiamo chiamato Furby proprio perché si è fatto vedere tranquillissimo e calmissimo, invece era un’esplosione di energia e vitalità, aveva una carica che non ho mai visto in furetto, faceva delle corse con frenate a scivolo, dei salti in aria che si rigirava con tutto il corpo, sgommava per darsi lo slancio, davvero indescrivibile!!!

All’inizio non dormiva nel lettone, era ancora troppo piccolo e quando faceva la pipì si imbrattava tutto il pancino nonostante non sbagliasse mai la mira, lui andava sempre nella lettiera, sempre!

Intanto anche Betty si stava spegnendo, giorno per giorno… Furby cercava di giocare con lei, ma lei era troppo affaticata e i problemi alle zampette le impedivano di esagerare nei movimenti, tanto che nell’ultimo periodo, Gennaio 2009, Betty faceva fatica a muoversi, le davamo da mangiare con la siringa e la pulivamo tutti i giorni. Alla fine decise che era ora di smettere di lottare e anche lei raggiunse gli altri sul ponte dell’Arcobaleno.

Furby nel frattempo cresceva e ormai era ora di farlo venire a dormire con noi: ebbene, la prima notte che lo misi nel letto, lui si acciambellò tra le mie braccia come un bambino e da quel giorno, che ci crediate o meno, la sera, quando era ora di dormire, sembrava un principe, orgoglioso e felice, a testa alta saliva sul letto e si metteva in mezzo tra il braccio e il corpo, si arrotolava e dormiva così!

Facevamo delle belle passeggiate nei boschi e lo portavo anche in bicicletta, in uno zainetto porta furetto che si mette a spalla ma rivolto in avanti.
Furby ci ha riempito di nuovo la vita, intelligentissimo, educato, pulitissimo, guai a sporcarsi le zampe! Adorava fare il bagnetto, quando lo asciugavo col phon sembrava una star di Hollywood, passava ore a giocare, saltare, popottare non si stancava mai, e poi stanco morto si addormentava secco in braccio!

La sera spesso si metteva nell’amaca vicino al divano letto in sala e mentre guardavamo la tv lui stava lì con noi e quando voleva attenzioni, allora si avvicinava ai piedi e tirava i calzini, ma una volta non si è reso conto che oltre al calzino ha preso il dito di Andrea… Ho solo sentito: FURBY!!!!! Al che è scappato a razzo!!!

Diciamo che sul lato coccole, decideva lui, quando voleva era dolcissimo, mi leccava le mani, le labbra, si strusciava come un gatto, ma se non aveva voglia, non c’era verso, anche se però gli piaceva dormire anche sulla mia pancia tutto grattato, o sul cuscino sopra la testa…

Furby era davvero stupendo, però non volevamo essere egoisti, anche se io avevo lasciato il lavoro a fine Gennaio perché dovevamo trasferirci, in previsione di un mio nuovo impiego, non potevamo lasciarlo a casa da solo.

A luglio del 2009 in un vivaio troviamo un furetto americano scheletrico, aveva sei mesi, ma era proprio ridotto male, apatico, in una teca calda e piena di mosche, faceva proprio tenerezza, ma costava uno sproposito (450 euro… una pazzia) lo prendiamo in braccio e neanche si muoveva, ci guardava, gli occhietti erano vispi, ma sembrava davvero troppo debole e triste. Siamo rimasti in quel posto per due ore, a fare conti su conti, per vedere se ci bastavano i soldi fino alla fine del mese, avevamo avuto anche altre spese, ma ormai ci aveva colpito al cuore, sapevamo tutti e due che era la nostra parte razionale ci faceva fare i conti, anche se la decisione l’avevamo già presa.

Il 5 luglio del 2009 arriva a casa Pirulino!

Pirulino

Pirulino

Il povero piccolo i primi giorni, si muoveva poco ed era totalmente apatico, ma piano piano ha ripreso le forze.
All’inizio Furby faceva il geloso e non lo accettava, stava sempre con noi e mordeva Pirulino che si faceva la cacca addosso.
Con noi Piru non sembrava molto affettuoso, ma poi abbiamo capito che lo faceva per rispetto di Furby, sapeva che lui era geloso e non voleva farlo arrabbiare, infatti si lasciava un po’ andare solo quando Furby era a dormire e non poteva vederlo.
Passati i primi momenti di scaramucce, Pirulino ha preso Furby come un mentore, non faceva un passo senza di lui e Furby faceva il capo felice e contento.
Si sono uniti tantissimo, due furetti e un anima, giocavano come pazzi e dormivano sempre assieme… un legame fortissimo era nato tra loro, Furby era pulitissimo e quando Pirulino sbagliava a fare i bisogni, veniva ad annusare, poi mi guardava e si metteva sul panno, faceva il bisogno fissandomi negli occhi e se ne andava a testa alta! Pareva davvero dire: “visto io come sono bravo mamma?”, mi faceva morir dal ridere!!!
Ma non gli ho mai riso davanti, per non offenderlo, gli facevo i complimenti e solo dopo che si era spostato, ridevo.
Un’altra cosa particolare che faceva Pirulino era lasciare un po’ di pappa a Furby. La sera, per sfizio, gli davo un po’ di “Solo Quaglia” frullato con acqua calda, tipo omogeneizzato e Pirulino il 99% delle volte, ne lasciava un po’ nella sua ciotola e poi andava da Furby e lo annusava sul muso e nell’orecchio, era il loro segnale, Furby sapeva che Piru gliene aveva avanzato un po’, quindi finiva la sua e poi andava diretto all’altra ciotola!!!
Quelle poche volte che Piru finiva tutta la ciotola, non andava da Furby, ma si metteva in disparte, perché sapeva che Furby si offendeva e quelle poche volte Furby poi non se lo calcolava e non ci giocava più per qualche ora.
Con loro nel 2010 abbiamo affrontato anche il trasloco verso Roma, la maggior parte del tempo dormendo sulle mie gambe, ogni tanto sosta all’area di servizio a fare i bisogni e poi di nuovo buoni buoni in braccio a dormire.

Arrivati nella nuova casa, che era un po’ più piccola e non c’era un corridoio dove correre,  giocavano ma si vedeva che gli mancava uno spazio lungo dove prendere le rincorse, soprattutto a Furby il corridoio mancava molto, ma si sono adattati, noi abbiamo fatto del nostro meglio per fare in modo che la casa fosse il più divertente possibile per loro.

La prima cosa che abbiamo fatto, non appena sistemati, è stata andare dal nostro nuovo veterinario, al quale ci aveva raccomandato Millefanti, sia per telefono che per iscritto, ed è così che abbiamo conosciuto il Dott. Paolo Selleri.

La prima cosa che gli ho detto è stata: “io amo i miei furetti e non voglio che nessuno, oltre a lei, ci metta le mani, anche solo per fare il vaccino, voglio che me lo faccia lei, se ha dei praticanti, che si esercitino con altri animali, ma con i miei furetti NO!”
Ebbene il Dott. Selleri si è rivelato davvero una persona fantastica che ha veramente a cuore la salute degli animali e il loro benessere, gentile, paziente, educato, con una conoscenza ed un esperienza profonda del furetto che davvero pochi hanno, e continua a studiare e aggiornarsi in merito a tutto quello che riguarda gli animali esotici.
Credo faccia dei miracoli, e sono convinta che se un furetto ha una possibilità di essere salvato, lui lo salva, se non ci riesce lui ho forti dubbi che possa riuscirci qualcun altro (se qualcuno vi dà il furetto per spacciato oppure pensate che non lo stia curando bene, vi consiglio di fare un salto in clinica da lui per avere anche la sua opinione se vi è possibile).

Grazie Paolo per tutto quello che hai fatto e fai per i miei furetti, ma grazie anche al Dott. Nicola Di Girolamo, bravissimo medico veterinario, umano, sensibile, scrupoloso, competente.

E’ a loro che io affido i miei furetti senza paura, ho piena fiducia nelle loro capacità, professionalità e competenze: insieme studiano la medicina del furetto, l’alimentazione, scrivono articoli a livello internazionale, tengono conferenze e hanno salvato molte vite in questi anni.

Ma torniamo a noi: Pirulino cresceva, ma era un furetto molto pauroso e quando tuonava o c’erano i fuochi d’artificio, correva a nascondersi, noi allora lo prendevamo in braccio e lo rassicuravamo, infatti adesso con i rumori forti non fa una piega .

Chiaramente Furby faceva il Re della casa, anche quando ospitavo furetti in pensione, era sempre lui che si avvicinava alle gabbie degli ospiti e annusava, mentre Pirulino stava a debita distanza aspettando che Furby gli desse l’ok e allora poi si avvicinava anche lui e annusava, ma il pot pot da guerra lo faceva solo Furby, Piru non l’ha mai fatto!

Si facevano di quelle giocate sfrenate Furby e Piru! Correvano, saltavano su e giù dai divani, le imboscate sotto le coperte, le corse nel tubo e poi stanchi morti si addormentavano in camera, sotto le lenzuola o alla fine del letto (io gli lasciavo la trapunta arrotolata tipo tunnel alla fine del letto o  a mo’ di amaca gigante, e loro ci stavano molto volentieri).

Facciamo anche i viaggi in Sardegna con loro, in cabina con noi chiaramente, e lì abbiamo scoperto un posto bellissimo, un parco dove non era consentito l’accesso ai cani (c’era un altro parco apposta), con tanto prato verde, pulito, e ogni due giorni andavamo a fare un giro; anche mia suocera (da cui stavamo) li adorava, se li coccolava e veniva con noi al parco e loro le hanno voluto bene da subito. Durante la notte dormivano chiaramente in camera con noi, li trovavamo nel letto ancora prima di andarci noi!

Insomma siamo una famiglia!!!

Nel gennaio 2011, il 22, andando a prendere cose per loro, in un negozio, troviamo le volontarie del canile di Lanuvio, mi avvicino al trasportino e una specie di topolino spelacchiato mi prende la mano tra le zampe e comincia a leccarla piano, con dolcezza e intanto mi guardava con due occhioni enormi, altre due ore passate lì a pensare e ripensare, cosa facciamo, non lo so, dobbiamo fare i viaggi, andrà d’accordo con loro…decidiamo di fare la spesa e ritornare dopo, ma appena entrati in macchina Andrea non fa in tempo a dirmi “cosa vuoi fare?” che ero in lacrime, non ce la facevo, mi sentivo malissimo, insomma, al diavolo la spesa, siamo rientrati e abbiamo adottato Bella, una cagnolina che pesava 2kg e mezzo, poco più grande di un furetto (ora ne pesa 11!!).

Con non poche difficoltà facciamo capire a Furby e Piru che non è un pupazzo per giocare, all’inizio li abbiamo dovuti tenere separati, Furby ci voleva giocare, ma le voleva saltare sulla schiena, saliva sul divano e poi si buttava a volo d’angelo!
Pirulino invece non la sopportava,  lui così pauroso, con lei si faceva grande e se la vedeva per terra le correva addosso tipo missile e la costringeva sul divano ferma immobile, fissandola come dire “se ti muovi ti sistemo io!”, le rubava i giocattoli, appena la sentiva giocare usciva dalla stanza giusto il tempo di prendere il gioco e imboscarlo sotto al divano e poi tornava a dormire!

Bella e Furby giocano insieme.

La Cagnolina Bella e Furby

Quando giocavano Furby e Piru, lei stava in un’altra stanza, almeno fino a che non erano stanchi.

Nel febbraio 2011, notiamo che Furby aveva una crosticina piccola sulla schiena: all’inizio abbiamo pensato ad una piccola ferita, ma vedendo che non passava, l’abbiamo portato a visita… ed era un piccolo tumore della pelle, che operato subito sembrava fosse tutto a posto, ma a febbraio 2012, noto che appena prima della fine della coda, c’è come una piccolissima pallina; dagli esami sembra che una vertebra si sia sciolta, il veterinario sospetta una possibile forma tumorale, lo opera e gli tira via due vertebre e manda il tutto all’istologico, che conferma la forma tumorale, meno male che l’abbiamo operato subito.

A marzo abbiamo fatto l’ecografia di controllo alle ghiandole e gli esami del sangue, sembrava a tutto a posto, ma purtroppo era solo l’inizio… Furby è stato davvero un furetto sfortunato.

Ci accorgiamo che il pelo non ricresce come dovrebbe,  inoltre fa fatica a fare la pipì, prova fastidio, si forza e nel giro di 2 mesi gli è cresciuto un tumore di 4 cm sulla ghiandola surrenale destra, un intervento complicato, con cui si riesce a togliere un po’ più di 3cm, ma è troppo vicino alla vena cava, troppo pericoloso andare oltre, e oramai so cosa succederà, è solo questione di tempo.

Facciamo una terapia mensile che si chiama alcolizzazione (tengono sotto controllo il tumore uccidendo le cellule maligne) e Furby nel complesso stà benissimo, mangia, gioca, ha una qualità di vita elevatissima, ma la mattina del 17 agosto ha un attacco di nausea e cerca di vomitare, ma non gli esce nulla, la crisi dura qualche minuto, quindi scrivo subito a Paolo, che purtroppo è all’estero, e mi dice di portarlo subito in clinica, facciamo l’eco e mi dicono che, è incredibile, il tumore è letteralmente esploso e non c’è più niente da fare. Ormai è questione di settimane, giorni…NO, NO, NO, non posso perdere il mio piccolo Furby, NON E’ GIUSTO, è troppo presto, ha solo 4 anni e mezzo. Ma dovevo farmi forza per lui.

Nelle due settimane successive gli ho dato “solo quaglia” ogni 3 ore e lui mangiava sempre tutto, felicissimo, giocava ancora, abbastanza tranquillamente, ma dimagriva piano piano ed era incontinente, lasciava goccine di pipì in giro per tutta la casa, ma non me ne fregava niente di pulire, volevo solo che fosse felice, leccava il fratello, tantissimo, non l’aveva mai fatto prima, invece in quelle settimane gli andava proprio vicino, lo abbracciava con le zampette e se lo leccava tutto.

Appena Paolo torna dall’estero vado, son passate due settimane da quel fatidico giorno e lui mi dice che non vale la pena farlo soffrire, ma per ora è ancora vispo, attivo, decidiamo che in caso di peggioramento improvviso lo chiamiamo a casa. Andrea si prende una settimana di ferie,vuole stargli vicino il più possibile, e Furby ce la mette tutta per non lasciarsi andare, mangia come un lupo, giochicchia, popotta e fa pipì attorno alla playpen dove sono Chobin e Orsetto (di cui vi parlerò dopo).

Però è sempre più magrino, passa molto tempo a dormire vicino a noi  e a leccarsi Pirulino e tutte le volte che parliamo della terribile decisione che dobbiamo prendere lui capisce, si alza, ci guarda e si muove, come a dire “non ancora”…

Tutte le notti accendiamo una candela in camera, e io dormo pochissimo, sempre a curarmi che non succeda nulla.

Era pieno di falene in casa, si dice che vengano a prendersi l’anima per accompagnarla nell’aldilà  e le falene entravano e andavano in camera da letto, si mettevano sulle porte, sul muro, quasi in attesa… La notte tra il venerdì e sabato 8 settembre 2012 alle 5 di mattina, Furby ha una fortissima crisi, cerca di vomitare e da quel momento è stato come se si fosse rotto qualcosa, faceva fatica a muoversi, si vedeva che provava dolore, gli mettevo davanti la sua ciotola, dava 2, 3 leccatine, ma poi non ce la faceva, sembrava che provasse dolore anche ad ingerire il cibo.
Ormai era magrissimo, non ho voluto forzarlo, è stato tutto il giorno in mezzo a noi sul cuscino, ogni tanto si alzava, e sapevo che era per fare il bisogno, allora lo prendevo e lo mettevo giù direttamente sul panno, per non farlo affaticare, lui faceva e poi lo rimettevo sul cuscino e si riaddormentava, riprovavo a mettergli davanti il cibo, ma niente, ormai non ce la faceva più, l’abbiamo coccolato tutto il giorno e lui era sereno, abbiamo chiamato Paolo, che è venuto a casa, e la sera dell’8 settembre Furby si è addormentato.
Ricordo che gridavo e piangevo il mio piccolo angelo non c’era più ancora adesso piango, mi manca così tanto! Lui era il Re della casa!

Ma ora devo pensare a chi c’è qui con noi, non posso solo piangere per chi ha passato il ponte dell’Arcobaleno, anche se il vuoto che lascia ognuno di loro è davvero incolmabile, ognuno è diverso, e ha lasciato un segno differente nella nostra vita, saranno tutti nel mio cuore, per sempre.

Torniamo indietro al 17 Agosto, io e Andrea tornati a casa distrutti decidiamo che Pirulino non può trovarsi all’improvviso da solo, è troppo traumatizzante, quindi telefoniamo ad un allevatore di Roma, chiediamo se ha qualche cucciolo disponibile e il giorno dopo andiamo da lui e ci fa vedere i suoi cuccioli, che hanno quasi 4 mesi e son già belli grandi di stazza, ma abbiamo qualche piccola perplessità.

Lascia liberi i cuccioli, il primo che prendo in braccio è color champagne, sotto il collo giallino, zampette bianche, sembra tranquillino, poi lo metto giù e comincia a fare di tutto, mi dà un morsetto un po’ fortino ma passabile, sulle dita. Gli atri cuccioli non sembrano tanto interessati a noi, mentre lui fa di tutto per interagire.

Chobin

Chobin

Dopo circa 2 ore, durante le quali cerchiamo di capire quale cucciolo ci vuole, andiamo al bancomat a prelevare, abbiamo quasi del tutto deciso per quel cucciolino che faceva di tutto per farsi notare.
Torniamo, rientriamo nella stanza dei furetti e Andrea ne vede uno, bellissimo, ancora più grosso degli altri, pelo scuro, sembrava una puzzola europea dal colore, però non l’avevamo notato prima, non credo l’avesse messo in mezzo agli altri.

Insomma questo furetto fissava Andrea dalle sbarre della gabbia  con due occhietti quasi arrabbiati, quasi che ce l’avesse col mondo, al che Andrea chiede di fargli vedere anche lui.
Ora ci sono il primo furettino e quest’altro in giro per la stanzetta che scopriamo essere fratelli.

Ne parliamo un po’, ma non avevamo abbastanza soldi, poi due son tanti, alla fine il povero primo furettino si appiattiva a terra, ormai stanchissimo e ci guardava come a dire : “ma come? Dopo tutto quello che ho fatto? Ancora ci state pensando?” Quindi decidiamo di prendere lui, me lo metto in braccio e come scavalco il separè, lui mi guarda e , ve lo giuro, sospira come a dire: ce l’ho fatta!! Mi hanno scelto!”.

Orsetto

Orsetto

Ma girandoci abbiamo visto l’altro, in gabbia, appiattito che ci fissava… andiamo alla macchina, ormai era sera, non potevamo prelevare ancora, e insomma chiamiamo l’allevatore e gli diciamo che lunedì mattina, dopo il lavoro, Andrea sarebbe passato a prendere anche l’altro furetto!!!
Tutto il sabato notte e la domenica non abbiamo fatto altro che pensare a quel musetto che ci guardava al di là delle sbarre!

E così il 18 e il 20 agosto 2012 nella nostra vita sono entrati anche Chobin e Orsetto.

All’inizio gli abbiamo lasciato a disposizione un pezzo di sala delimitato da una playpen, e Chobin la prima sera mi ha dato un affondo nel dito da far uscire il sangue, ma sapevo che era solo perché era un po’ spaventato, posto nuovo, persone nuove,  con le lacrime agli occhi dal dolore, gli ho fatto aprire la bocca e l’ho posato dolcemente a terra, facendogli le coccole e rassicurandolo; Orsetto invece ce l’aveva davvero col mondo intero! Non potevi mettere una mano che affondava i denti…

Durante le ultime settimane di vita di Furby, non li abbiamo fatti stare insieme, anche perché Furby era guerraiolo, probabilmente sapeva di non essere in forze, ma comunque voleva rivendicare la sua posizione ed era un continuo popottare davanti alla playpen, lo prendevo in braccio e allora si calmava, tutto felice di guardarli dall’alto, mentre Pirulino invece stava a distanza, come al suo solito, raramente ha provato ad avvicinarsi ad annusarli, ma durava poco, si allontanava subito. Anche lui preferiva osservare dall’alto, in braccio a noi… con Bella invece non c’era possibilità, loro due volevano attaccarla.

Ci siamo resi conto che stavolta avevamo preso due furetti difficili da gestire, ci sarebbe voluto tanto tempo per rieducarli e fargli capire che di noi potevano fidarsi, Chobin però era un po’ più malleabile rispetto a Orsetto, che invece era diffidente al massimo.
Poi, essendo che prima venivano presi per il coppino anche senza nessun motivo, cosa da non fare assolutamente con i furetti, all’inizio è stata dura fargli capire che quello era un gesto solo per quando sbagliavano, ma piano piano (in un anno) tra coccole, premietti e sgridate al bisogno, ora si fidano, anche se da parte di Orsetto ancora qualche morso potente ci scappa.

Chobin e Orsetto

Chobin e Orsetto

Ora posso permettermi anche si girare in pantaloncini, ma con i calzini e senza farli avvicinare al viso, perché ancora non hanno capito che lì non si morde.
Chobin è molto affettuoso, gli piace stare in braccio a dormire ed è molto geloso di Pirulino, si mette in mezzo tra me e lui; Orsetto invece stà imparando piano piano, ogni tanto fa qualche passo avanti, ha imparato a dosarsi nei morsi, a non ribellarsi se viene sgridato (chiaramente c’è sempre un motivo valido) e a godersi le coccole, anche se in braccio ci stà poco, però se gliele fai nella sua cuccia o nell’amaca, non ti morde più e le accetta volentieri.
Quando usciamo stanno tutti e due appiccicati a noi, ma mentre Chobin un po’ di voglia di esplorare ce l’ha, Orsetto preferisce stare nella borsa, attaccato a me o ad Andrea, il mondo lo spaventa ancora.
Chobin poi è un furetto con le pile inesauribili, fa dei salti da Olimpiadi, sembra uno scoiattolo volante quando salta dal divano al tavolino!!!
Orsetto invece ha una forza incredibile, un fascio di muscoli, la mascella di ferro! Quando tira lui qualche giochino o panno, non ce n’è per nessuno!!
Adorano l’acqua tutti e due, si mettono dentro la vaschetta in ammollo, poi la scavano come pazzi, fanno il lago in casa!!
Ci fanno gli agguati e ci vengono a chiamare per partecipare ai loro giochi, sono adorabili!!! Non vedo l’ora che smettano del tutto di mordere per dormire tutti insieme, come abbiamo sempre fatto, ma per  ora per la notte hanno la loro camera da letto (lettone basso a una piazza e mezza) più amache e cucce varie e in sala invece c’è il parco giochi, di tutti.

chobin e orsetto2

Chobin e Orsetto

L’unica cosa che non và tanto bene è che non sopportano tanto Pirulino, che dal canto suo, non li ha mai attaccati: all’inizio si faceva anche i bisogni addosso poverino, perché loro lo mordevano forte.
Ora siamo al un punto che dormono anche insieme, durante il giorno e sempre con me in casa, ma almeno una volta o due durante la giornata all’improvviso lo attaccano, e, cosa bruttissima, capita che lo attaccano tutti e due assieme!!
Lui piange, io corro, la maggior parte delle volte basta un urlo, altre devo proprio intervenire, prenderli per il coppino e sgridarli.
Pirulino non vuole prendere nessuna posizione, non vuole comandare, ma neanche farsi sottomettere, solo che invece di reagire, scappa; vorrebbe stare con loro a dormire, ma senza partecipare a giochi o lotte di potere.

Pirulino dopo che Furby se né andato ne ha risentito davvero molto: era comunque un furetto che appena si stressava andava in diarrea, ma dopo quello che è successo la cosa è peggiorata, abbiamo fatto la gastroscopia con biopsia agli inizi di ottobre è abbiamo scoperto che ha una patologia autoimmune. Abbiamo iniziato una terapia, ma a metà novembre ha avuto un calo improvviso di peso (in 2 giorni) e da un giorno all’altro aveva deciso di non mangiare, e allora corri dal veterinario, cambiamo la cura, lo alimento a forza con l’A/D per 4/5 giorni finchè miracolosamente riprende a mangiare da solo. Da fine dicembre in poi ha ricominciato a mettere su peso  e ogni 3 mesi facciamo un’eco di controllo: dopo l’ecografia di marzo il pelo non è ben ricresciuto e durante l’ultima ecografia, fine giugno 2013, abbiamo purtroppo riscontrato che la ghiandola surrenale destra è leggermente ingrossata. L’impianto l’aveva già messo, per cui non fa molto effetto, abbiamo fatto gli esami di contrasto per un’eventuale operazione e come al solito la vena cava non è nella posizione migliore.
A distanza di un mesetto circa, abbiamo rifatto l’eco, per fortuna, per ora la ghiandola è rimasta stabile e Pirulino stà bene, a settembre faremo una nuova eco e gli esami specifici del sangue e poi si vedrà!

Pirulino si è attaccato sempre di più a noi: quando esco lui vorrebbe sempre venire, come metto a terra il trasportino, lui ci và subito dentro e aspetta!!! Quando c’era ancora Furby lo facevano tutti e due, poi alza la testa e sembra dire “allora? Io sono pronto!!! Sbrigatevi!”

Chobin e Orsetto hanno fatto visita e vaccino e sono in ottima salute: cuore, polmoni, denti, bocca, pelo, pelle, peso tutto perfetto, e  ne sono felicissima!!!

Ecco, questa è la mia storia fino ad oggi, parecchio lunga è vero, ma 15 anni di vita con i furetti non si possono sintetizzare in poche righe: i furetti sono animali speciali, che sanno darti un amore indescrivibile, hanno il potere di entrare in simbiosi con te e di comunicare empaticamente, solo con un gesto del musetto, uno sguardo e capisci cosa vogliono dirti.

Ho voluto descrivere anche le parti tristi e difficili da superare perché chi legge deve sapere che un furetto và curato, accudito, ed è un dolore immane sapere che se ne devono andare e stargli vicino negli ultimi giorni.
Loro hanno una forza d’animo incredibile, sono sempre forti davanti a tutto, ma noi dobbiamo essere sempre presenti, fare prevenzione attraverso esami specifici, dargli il cibo giusto, stargli vicino e avere la forza e il coraggio di accompagnarli fino alla fine nel migliore dei modi, perché loro di amore ce ne danno tantissimo incondizionatamente.
Un furetto che mangia come si deve, viene vaccinato, viene portato a controllo periodicamente, ha buone possibilità di vivere oltre gli 8 anni, a parte i furetti americani, che purtroppo nella maggioranza, cominciano ad avere problemi prima degli altri.

Spero di non avervi annoiato troppo, un abbraccio a tutti gli amici che amano i furetti come li amo io e vi auguro una bella vita felice con i vostri puzzoli!

Katiuscia vive a Roma con suo marito Andrea ed i tre puzzoli Chobin, Orsetto e Pirulino, ed anche la cagnolina Bella.

Un Furetto In Famiglia augura a Katiuscia e a tutta la sua famiglia bipede e quadrupede una serena vita insieme!

by UN FURETTO IN FAMIGLIA

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4 risposte a “UNA VITA CON I FURETTI

  1. Una storia incredibile, ho pianto tantissimo mentre leggevo, quello che devi aver passato non è per niente facile, ti auguro di non dover più soffrire così tanto e che i tuoi piccoli stiano sempre bene!
    Ribadisco per l’ennesima volta che anche se non ci conosciamo sono felicissima di averti potuto aiutare con il piccolo Pirulino, il mio nipotino acquisito 😊
    Spero veramente di riuscire a venirvi a trovare prima o poi 😊
    Grazie per la tua bellissima testimonianza!

  2. Io ringrazio un Furetto in Famiglia per aver reputato utile la mia esperienza,
    Voi state facendo davvero un’ottimo lavoro di informazione, con esempi e storie molto eloquenti, Grazie a voi che aiutate tutti i furetti a vivere meglio!!!

  3. Ho pianto come una fontana, ma sono contenta di aver letto la tua storia. E’ il dilemma di adottare qualunque animale: prima o poi starà male per forza, “quel momento” verrà per tutti. Il mio patato ha poco più di un anno quindi spero che manchi molto tempo, ma non so se avrò la forza che hai mostrato tu. Se non altro so che quando avrò problemi potrò affidarmi al dott. Millefanti, che tra l’altro è amico della veterinaria che mi segue!

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