Giustizia “fai da te”

Editoriale del lunedì

Mai come ora stiamo vivendo tempi di inaudita violenza e intolleranza: non è un bel momento, ormai lo abbiamo capito perchè ogni giorno non c’è telegiornale che non ce lo ricordi, lavoro non se trova più, o per lo meno quel tipo di lavoro che in altre epoche ci portava alla pensione è stato sostituito da esperienze più o meno lunghe, precarie e senza garanzie.

Per noi popolo antico abituato a proiettarci nel futuro e pianificare un’esistenza ci stiamo trovando proprio male, si vive di presente e fin qui andrebbe anche bene, ma l’incertezza di non avere un futuro sereno a casa propria e le eccessive diseguaglianze economiche stanno portando gli esseri umani a non sopportarsi, a non occuparsi più degli altri e a sfogare quelle che sono le frustrazioni personali, le sconfitte della vita o le aspettative disilluse sui deboli e soprattutto verso chi non può parlare: gli animali.

La violenza sugli animali è un fatto inaudito: in estate poi, sarà il caldo o la solitudine, succedono le situazioni più orribili; l’episodio accaduto in Lombardia che ha visto protagonista il noto personaggio Dj Francesco, che alla vista di un tale che prendeva a bastonate il suo cane a suo dire “non ci ha più visto” reagendo contro il violento, rischiando una denuncia. Il dj non si è tirato indietro ammettendo la sua responsabilità nel confermare il gesto e minimizzando le eventuali conseguenze legali, che pare non ci siano state; numerosi sono stati i consensi e la solidarietà da tutto il web, ma lui si dichiara pronto ad  affrontare le eventuali conseguenze  per  questa reazione, la stessa di altre 10 persone che hanno picchiato una persona colpevole di aver lasciato il suo cane in auto in un garage di Genova. L’uomo, salvato dalla polizia, è stato scagionato dall’accusa di maltrattamenti, in quanto secondo una perizia di un veterinario  il cane si presentava idratato e non in pericolo di vita.

Qualcuno potrebbe pensare che sia il dj che il gruppo di Genova invece di ricorrere all’aggressione avrebbero dovuto allinearsi  alla legge e chiamare i vigili urbani  sporgendo denuncia, con conseguente sequestro degli animali, proprio per  evitare  la pericolosa “legge del Far West”, cioè il farsi giustizia da soli, ma considerati i tempi dove un uomo per vivere una storia d’amore distorta e psicotica  vede nella moglie legittima un impedimento non pensa di chiedere il divorzio, come avrebbe suggerito il buon senso, ma “semplifica” decidendo di toglierla di mezzo con il proprio figlio… beh, di fronte a queste vicende, si comprende che per le forze dell’ordine il maltrattamento animale diventi di secondaria importanza e quindi scoraggi la chiamata, e a fronte di questo, trovandosi nel caso di un’emergenza,   l’unico  rimedio è stato quello di intervenire personalmente e proprio malgrado.

E siamo sempre lì, manca la solita legislazione seria ed applicata che emancipi gli animali dalle cose di proprietà, che lo rende vulnerabile agli umori del proprietario.

Una domanda penso sorga spontanea a tutti: perchè prendersi un’animale se non lo si sopporta?

Abito in una zona residenziale dove ci sono molti cani, e assisto a volte a scene incredibili come l’arrabbiarsi se il cane non cammina spedito, o se si ferma o se si distrae per cose che vede in strada, è un continuo di urla e grida… senza senso, ma lasciamoli stare, tutti possiamo avere animali, ma forse non tutti sono in grado di prendersene cura,  capirli o comunque anche solo tollerarli.

Resto dell’idea che bisogna fare qualcosa per inibire gli abusi sugli animali, che temo in aumento: non che una legge anche severa sia la panacea che risolva tutti i mali, ma che almeno riveda lo status animale non più come hobby ma come vera e propria responsabilità, inibisca persone con disagi o non attente o coinvolte da altre priorità di nuocere verso chi non si può difendere.

by UN FURETTO IN FAMIGLIA

 

 

 

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