il furetto dai piedi neri e la sua salvaguardia

Il furetto dai piedi neri americano, o anche Mustela nigripes o Black footed ferret, che nel 1979 si temeva estinto, con un piano di salvaguardia e tutela da alcuni anni si sta reintroducendo in natura: ce l’ha fatta?

La risposta breve, ma non  definitiva, è no.
Tuttavia, le giuste iniziative con i partner adeguati continuano ad essere portate avanti, e lo stato del furetto dai piedi neri (Mustela nigripes) è migliorato notevolmente, sebbene necessitino ancora almeno 10 anni di lavoro per ripristinare completamente la specie nel suo ambiente. 

L’esistenza di questi piccoli predatori è condizionata dalla presenza dei Cani della prateria, la loro preda naturale, e quando vennero utilizzati i pesticidi, che allontanarono le colonie dei cani della prateria, scomparve contemporaneamente il piccolo mustelide, che si trovò senza cibo, e nel 1979 se ne temette l’estinzione.
Fortunatamente non era così, e nel 1981 una piccola colonia venne avvistata in un ranch vicino a Meeteetse, nel Wyoming, e da questa colonia i biologi prelevarono 18 esemplari, poi tenuti in cattività, perchè il resto dei furetti morì a causa di una malattia.  
I furetti superstiti  hanno costituito la base di un programma di  allevamento in cattività di successo che ne ha scongiurato la scomparsa.  
Lo scorso anno è stato particolarmente importante, in quanto si sono reintrodotti 1000 esemplari in natura e più di 300 sono tenuti in cattività, oltre che a festeggiare due importanti anniversari: quello ultra-trentennale del ritrovamento della colonia di furetti e quello del primo reinserimento in natura, avvenuto 10 anni dopo.
Il programma di recupero è sostenuto dallo US Fish and Wildlife Service nel nord del Colorado e dallo Smithsonian Conservation Biology Institute National Zoo, così come le istituzioni zoologiche a Colorado Springs, Phoenix, Louisville, e Toronto. Queste strutture continueranno ad allevare la razza e a occuparsi della crescita dei furetti in cattività preparandoli per il rientro in natura.
Oltre alla comunità zoologica, la squadra di recupero comprende partner provenienti da agenzie statali e federali, le entità tribali, proprietari privati e molte organizzazioni non governative.
Questi partner hanno sostenuto il Servizio, che ha dovuto affrontare non poche traversie per garantire il rientro in natura del furetto dai piedi neri: individuare adeguate colonie di cani della prateria sufficienti per supportare diverse migliaia di furetti dai piedi neri, reintrodurre la specie in natura in 20 siti in 8 stati occidentali, nel Messico e nel Canada, tutelare i furettie dalla peste silvestre con studi progettati per ridurre i vettori di malattie portate dalle pulci, sviluppare e utilizzare un vaccino contro la peste silvestre per proteggere sia i furetti dai piedi neri  che i cani della prateria, che richiederà un certo numero di anni.
E, non meno importante, i lasciti di territori adeguati al progetto da parte di cittadini privati.
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